Il Consiglio Nazionale della FIMMG, riunito a Firenze il 13 Dicembre 2014 Ha proclamato lo stato di agitazione della categoria.

Nel contesto dei lavoro del consiglio è stata denunciata la condizione di stallo per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale, nonostante, per forza di legge, non preveda aumento di spesa, ma solo la riformulazione del normativo. La Legge 189/2012, cosiddetta "Legge Balduzzi", aveva previsto la conclusione delle trattative entro il 2012. 

Dopo un tardivo e sofferto inizio delle trattative, la rigidità della posizione della SISAC e del suo Coordinatore, nonché la latitanza del Comitato di Settore, favorita dalle ambiguità di comportamento del suo Presidente, le hanno, nei fatti, immediatamente interrotte. 

Il Consiglio Nazionale della FIMMG, ha dato mandato al Segretario Nazionale Generale, all'Esecutivo ed alla Segreteria Nazionali di individuare e calendarizzare, fin da subito, tutti gli strumenti di contrapposizione sindacale nei confronti delle Regioni ritenuti più incisivi ed efficaci.

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Il 4 dicembre 2014, si sono concluse le operazioni di scrutinio delle elezioni per il rinnovo degli organismi istituzionali dell’OMCeO di Napoli, valide per il triennio 2015/2017, operazioni elettorali che hanno visto la vittoria della lista «Unisci il Tuo Ordine» guidata da Silvestro Scotti.

Il neo presidente, nell’immediatezza del riscontro elettorale ha dichiarato "L'Ordine di Napoli sarà aperto alla gente come la sala d'attesa di un medico di famiglia. A garanzia di una buona assistenza e per ridurre al minimo il contenzioso con i medici sosterremo iniziative per migliorare il rapporto di fiducia tra l'Ordine, ente ausiliario dello Stato, e cittadini."

A Silvestro Scotti i più fervidi auguri da parte dell’intero settore.

In risposta ad un quesito sull'applicabilità art. 25 della L. 23 dicembre 1994, n. 724, e art. 5, comma 9 del D.L. 6 luglio 2012, n.95, il 14 gennaio 2014 la SISAC e il Ministero dell'Economia e delle Finanze genericamente concludevano che ''non sembrano dunque sussistere dubbi circa il fatto che le norme in questione pongono in capo alle pubbliche amministrazioni il divieto di conferire incarichi di studio o consulenza al personale già dipendente e collocato in quiescenza, ove tali incarichi abbiano ad oggetto la medesima attività, ovvero le medesime funzioni svolte in vigenza del rapporto di lavoro dipendente" aggiungendo che "tale divieto sembra dunque doversi applicare anche al conferimento di incarichi che si concretizzino nello svolgimento di funzioni di medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, ove il soggetto interessato sia cessato da un rapporto di dipendenza con lo stesso Servizio sanitario nazionale, atteso che il rapporto convenzionale viene inquadrato, da giurisprudenza consolidata, fra le prestazioni d'opera professionale, di natura privatistica'', 

Tale parere espresso in risposta ad una questione attinente all'ACN della Specialistica ambulatoriale, a nostro giudizio, era applicabile a tutte le aree convenzionate, compresa quella dell'Assistenza Primaria della Medicina Generale.

In data 15/05/2014 formalmente FIMMG richiedeva l'equiparazione del parere SISAC-MEF anche all'area della Medicina Generale per evitare che i medici dipendenti del SSN già in quiescenza potessero essere reinseriti in convenzione sottraendo spazi occupazionali ai giovani colleghi. Contemporaneamente FIMMG Sicilia avviava una campagna di sensibilizzazione sul suo organo d'informazione regionale, Palermo Medica

SISAC con nota prot. n. 626 del 02/09/2014, ha precisato che il divieto di cui alle succitate disposizioni rappresenta un'indicazione inequivocabilmente applicabile a tutte le figure professionali in rapporto di convenzionamento con il S.S.N., compresi i medici di medicina generale.

Si pone così fine ad una vicenda che aveva turbato non poco i medici in graduatoria, aventi diritto all'accesso al convenzionamento in Medicina Generale, ed in particolare i giovani colleghi le cui giuste attese venivano mortificate da un meccanismo anacronistico.

 

"Apprendo con grande preoccupazione dagli organi di stampa che la Regione Abruzzo non ha trovato alternative alla chiusura di 20 sedi di continuità assistenziale a suo dire imposte dal precedente commissario e che dal primo dicembre i medici di guardia saranno sostituiti da alcune ambulanze con a bordo personale sanitario non medico". E’ quanto afferma Tommasa Maio, segretario nazionale di FIMMG Continuità Assistenziale, commentando le notizie di un imminente depotenziamento dell'assistenza medica sul territorio abruzzese. "Come avevamo già da tempo denunciato, invece di affrontare le criticità emergenti dell'assistenza domiciliare a favore di cittadini sempre più anziani e affetti da patologie croniche e invalidanti, si taglia la spesa della medicina generale e si aumentano i costi legati al trasporto urgente in pronto soccorso, confermando una visione ospedalocentrica della sanità – prosegue -. Allontanando intere valli e comuni dal più vicino presidio di continuità assistenziale, l'Abruzzo sarà condannato a ricoverare in pronto soccorso gli anziani curabili a casa o in strutture residenziali, i bambini con la febbre e gli adulti con la tosse, fino a quando per l'ennesima volta lamenterà la non sostenibilità del sistema e provvederà a ulteriori tagli".

  "Avevo già espresso in una lettera al Centro d'Abruzzo le ragioni di un necessario potenziamento delle cure primarie per rispondere ai bisogni di salute della popolazioni dei territori montuosi dell' Abruzzo - sottolinea Sandro Campanelli, segretario regionale FIMMG C.A. Abruzzo - Si è persa l'ennesima occasione di riconsiderare l'intera offerta sanitaria in Abruzzo, fortemente sbilanciata sull'ospedale, partendo dalla legge Balduzzi n° 189 del 8  Novembre 2012 che, in Abruzzo, a differenza di altre Regioni, sembra non trovare accoglienza e applicazione. Ancora una volta la nostra Regione si accinge a perseverare in una politica sciagurata che ci ha portati al piano di rientro di cui non si vede la fine. Tuttavia si cincischia con ‘tavoli tecnici’ per i punti nascita. La continuità assistenziale e le cure primarie evidentemente sono figlie di un dio minore".

Il 22 novembre nel contesto del III Congresso della Corte Popolare per il Diritto alla Salute i medici della Continuità Assistenziale FIMMG si sono confrontati sui temi dell'ebola. 

Sono stati illustrati gli strumenti che FIMMG mette a disposizione dei singoli medici circa l'organizzazione e protezione individuale, l'incontro è inserito all'interno di un progetto più ampio iniziato col simposio tenutosi alcuni giorni fa intitolato “Il medico di medicina generale e l’allarme Ebola: clinica e management delle epidemie del terzo millennio nel setting della medicina generale”.  

Si tratta della prima di una serie di iniziative che  Fimmg metterà in atto  per fornire ai professionisti strumenti utili per affrontare le criticità gestionali che si potrebbero verificare.  In programma anche un corso Fad e la realizzazione di poster da esporre negli ambulatori.  

“La possibilità che un malato di Ebola raggiunga l’Italia è stimata al momento tra il 5 ed il 10%, considerando l’assenza di collegamenti aerei diretti con le aree colpite dall’epidemia – spiega Tommasa Maio, responsabile del progetto -. Benché la probabilità di riscontrare casi importati nel nostro Paese sia bassa, è necessario avviare una campagna di informazione e di formazione qualificata per fornire ai professionisti sanitari un aggiornamento continuo sugli aspetti epidemiologici e clinici della malattia, sulle procedure per la gestione dei casi sospetti o confermati e sui centri di riferimento”.

La Consulta del Fondo dei medici di medicina generale Enpam, riunita a Roma il 20 novembre, affronta il tema delle tutele della genitorialità per disciplinarle nel nuovo regolamento in via di approvazione.

L’appello a rivedere le disposizioni a tutela della maternità e della paternita` dei figli naturali, adottivi e dei minori in affidamento, era stato lanciato a nome di FIMMG, nella seduta del giugno 2011, da Stefano Leonardi, rappresentante del Settore Continuità Assistenziale in seno alla consulta del Fondo dei medici di medicina generale, con la proposta di adeguare il regolamento per dare risposta alle attuali esigenze dei medici convenzionati dettate da normative nazionali e internazionali.

“La risposta dell’ENPAM è stata puntuale - sottolinea Leonardi - è stato istituito un gruppo di lavoro, sulla base delle indicazioni del quale, la Direzione dell’area della Previdenza dell’Ente ha predisposto una bozza di Regolamento volta a creare una disciplina organica sul tema”

“FIMMG - ha dichiarato Tommasa Maio a Fimmg Notizie - farà il possibile per arrivare in tempi rapidi a soluzioni che permettano ai medici di affrontare con serenità la maternità, l'affido e la permanenza all’estero richiesto nel caso dell’adozione internazionale, facilitando anche per i padri il percorso che permetta loro di usufruire delle tutele previste dalla legge. L’attuazione delle norme a tutela di affidamento e adozione e i sussidi per la genitorialità non può più essere rimandata” .

PRESENTAZIONE CLINICA TIPICA

Dolore colico al fianco (da moderato a severo) irradiato ai testicoli/grandi labbra con +/- uno dei seguenti sintomi:

  • Nausea/Vomito
  • Frequenza/Urgenza minzionale
  • Ematuria

Se il calcolo non è ostruente la Nefrolitiasi può decorrere asintomatica

CRITERI DI OSPEDALIZZAZIONE:

  • Diagnosi incerta (DD con Rottura di Aneurisma Aorta Addominale, Gravidanza Ectopica…)
  • Dolore refrattario alla tp antidolorifica
  • Segni di sepsi (febbre >37,5°C, tachicardia, ipotensione, flushing del volto)
  • Pz monorene o trapiantato
  • Sospetta ostruzione bilaterale
  • IRA (oligo-anuria)
  • Impossibilità ad eseguire accertamenti a breve termine

 In assenza di tali criteri il paziente può essere sempre gestito a domicilio. 

ACCERTAMENTI NON DIFFERIBILI

Stick Urine: va sempre eseguito per fare diagnosi

Dolore al fianco associato ad ematuria: Colica Renale al 90%

 ACCERTAMENTI DIFFERIBILI

  • TC addome-pelvi (da eseguire entro 7 giorni)
  • Esami ematochimici (emocromo, creatinina, elettroliti, azotemia, fosforemia, uricemia, calcemia) + urine 24h
  • Analisi del Calcolo (il paziente deve filtrare le urine e raccogliere il calcolo)

 TRATTAMENTO

  1. ANTIDOLORIFICI
  2. IDRATAZIONE
  3. ANTIEMETICI
  4. TERAPIA MEDICA ESPULSIVA

1. TERAPIA ANTIDOLORIFICA

FANS: Ketorolac 30 mg im, se necessario seguito da 15 mg ogni 6-8 ore oppure Diclofenac 75 mg im.

OPPIACEI: Morfina 1-5 mg ev, ripetibili ogni 4 ore

2. IDRATAZIONE

Sono raccomandati 2 litri di liquidi per os al giorno

3. TERAPIA ANTIEMETICA

Metoclopramide 10 mg im, se necessario ripetibile ogni 6‐8 ore

4. TERAPIA MEDICA ESPULSIVA

Tamsulosina 0,4 mg cp, 1 cp/die fino all’espulsione del calcolo

La Tamsulosina è off-label nel trattamento della nefrolitiasi

È necessario istruire il paziente sugli effetti collaterali, va fatto firmare un consenso informato e il farmaco va prescritto su ricetta bianca

FONTI:

Gary C Curhan, Mark D Aronson, Glenn M Preminger. Diagnosis and Acute Management of Suspected Nephrolithiasis in Adults.

In UpToDate. May 2012 M Bultitude, J Rees. Management of Renal Colic. BMJ August 2012

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