E’ stato firmato in questi giorni (08 luglio 2016) un accordo che affida alla Medicina Generale Marchigiana la gestione assistenziale di 13 piccoli Ospedali riconvertiti al sistema delle residenzialità .

Il progetto, proposto da Fimmg Marche, pone le basi per un nuovo modello di gestione della cronicità sul territorio che vede il paritario coinvolgimento sia dei medici di famiglia che di continuità assistenziale.

"Al fine di migliorare la qualità dell’assistenza offerta in ambito territoriale al paziente ricoverato presso strutture del sistema delle residenzialità-dichiara Aldo Tiberi Segretario Regionale FIMMGCA Marche- abbiamo ritenuto auspicabile la sua presa in carico da parte di tutti i medici di M.G. 365 giorni l’anno e h.24 attraverso progetti specifici che coinvolgano accanto al medico di famiglia, il medico di C.A. anche al di fuori dei canonici orari notturni."

"La partecipazione del Medico di C.A. all’attività assistenziale prestata nelle ore diurne feriali a favore del paziente in collaborazione con il M.A.P.- continua TIBERI- rappresenta una importante innovazione per i medici di MG a quota oraria che contribuirà a migliorare la qualità assistenziale offerta ai pazienti: la conoscenza della storia clinica nata dalla quotidiana attività presso la struttura, la condivisione dei dati del paziente attraverso gli strumenti informatici aumenteranno l'appropriatezza degli interventi effettuati dai diversi medici di medicina generale che nell'arco delle 24 ore e sette giorni su sette si alterneranno nell'assistenza."

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Appare paradossale, e ai limiti del tragicomico, quello a cui si sta assistendo per la negoziazione dell’ACN della Medicina Generale.

Nell’ambito del serrato confronto di stamani FIMMG ha illustrato e sostenuto le principali criticità contenute nella bozza di parte pubblica che la rendono inemendabile e ha proposto un metodo di lavoro funzionale ad una riscrittura dell’articolato che muovesse da un ulteriore approfondimento delle proposte delle OOSS da parte della SISAC.
A fronte di una posizione condivisa sul metodo da praticare per il proseguo delle trattative, proposta da FIMMG, accettata da SISAC e apparentemente anche dalle altre OOSS presenti al tavolo di trattativa odierno, si assiste a distanza di poche ore all’espressione di posizioni contradditorie da parte di una sigla sindacale.
Come sempre abbiamo sostenuto, e come testimonia nella storia delle trattative il rapporto non sempre coerente tra Atto di Indirizzo e conseguente ACN quale effetto della negoziazione, non ci interessano le polemiche su uno strumento di parte pubblica ma ci interessa invece operare per il risultato finale, ovvero l’ACN che sarà firmato.
E’ ormai evidente a tutti che la modalità di confronto, in particolare di una sigla sindacale, è pretestuosa e improduttiva. Pertanto FIMMG ha già avanzato formalmente alla SISAC la richiesta di un tavolo sindacale separato per consentire alla trattativa di procedere concretamente senza perdersi in polemiche strumentali, necessarie a coprire l’assenza di contenuti e di un progetto che dia futuro alla Medicina Generale.
Appare evidente, anche dai dati dell’Ente di previdenza citati stamane al tavolo di trattativa, che la Medicina Generale italiana ha la necessità impellente di un ACN che affronti le tematiche del ricambio generazionale, risolva il problema occupazionale e di precarietà ingravescente legata ad un aumento delle uscite e a una riduzione dei soggetti aventi diritto all’entrata. Rimane inoltre necessario un intervento non più rimandabile che crei uno sviluppo delle cure primarie a partire dalla Medicina Generale con l’aumento della sua autonoma capacità organizzativa e della intensità assistenziale, entrambe adeguate alle variazioni delle esigenze dei nostri pazienti nei prossimi anni (Long Term Care, cronicità, fragilità, nuovo modello di continuità dell’assistenza).
Infine, prendiamo con dispiacere atto delle affermazioni di stamani del coordinatore Pomo, che pur auspicando lo streaming delle trattative ne ha dichiarato l’impossibilità realizzativa per vincoli legislativi: i medici di medicina generale avrebbero il diritto di constatare direttamente l’incoerenza di chi in conferenza stampa sconfessa quanto poco prima affermato in trattativa, compresa la disponibilità dichiarata a confrontarsi sui temi specifici dell’Atto di indirizzo che si sono sempre contestati.

“Abbiamo confermato alla Sisac la nostra contrarietà al testo della bozza inviata nei giorni scorsi e alla base dell’odierna seduta di trattativa. Abbiamo dovuto, però, prendere atto delle apprezzabili dichiarazioni del Coordinatore Pomo rispetto alla possibilità di rivedere, nel contesto di principi da condividere, l’intero articolato proposto”. Così il Segretario Nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, riferisce al termine dell’incontro di oggi con la Sisac, la struttura tecnica delle Regioni preposta al rinnovo della convenzione.

Nel merito dell’articolato pervenuto, la Fimmg sottolinea tra l’altro come la bozza:
- mortifica lo specifico percorso formativo del medico di medicina generale equiparandolo, nell'accesso alla convenzione, a titoli puramente accademici;
- prevede un ruolo unico tra medici di famiglia e medici di continuità assistenziale che è un’enunciazione formale con pochi margini per quella nuova continuità dell’assistenza da garantire sette giorni su sette da parte delle AFT, pensata a supporto di una medicina di iniziativa volta anche ad evitare l’intasamento dei pronto soccorso e ad accorciare le liste d’attesa;
- omette sufficienti garanzie rispetto ad una subordinazione sempre maggiore, senza alcuna tutela sia sul piano dell'applicazione delle norme contrattuali sia su quello disciplinare, estendendo al personale convenzionato norme, come il D.Lgs 150/2009, previste per la dipendenza;
- non riconosce l’autonomia organizzativa del medico di medicina generale quale elemento fondamentale di tutela del rapporto di fiducia medico-paziente;

“In sintesi, l'aspetto più pericoloso dell’articolato proposto - conclude Milillo - è la presenza di una cultura ispiratrice gerarchica ancora tenacemente legata al controllo discrezionale e condizionante sui singoli anziché alla promozione dei percorsi e dei risultati”.

Pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.69 del 16 giugno 2016 gli ambiti carenti di assistenza primaria rilevati a marzo e settembre 2014.

La graduatoria regionale di medicina generale a cui fare riferimento è quella valida per l’anno 2014 approvata con determinazione dirigenziale n. 417 del 12/12/2014 e pubblicata nel BURP n. 175 del 24/12/2014.

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Sul BURL n. 46 del 9 giugno 2016 verrà pubblicata la Determinazione G06374 del 6 giugno 2016, avente ad oggetto: “Pubblicazione incarichi vacanti nelle attività di continuità assistenziale ai sensi dell’articolo 63 dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 23 marzo 2005 e s. m. i. del 29 luglio 2009 e dell’8 luglio 2010, rilevazione al 1 marzo 2016”.

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“Sta circolando in queste ore una bozza riservata della proposta di rinnovo dell'ACN. Siamo stupiti e ci aspettiamo una presa di posizione della Sisac in proposito. E’ la prima volta che si verifica una circostanza del genere: si fa filtrare attraverso la stampa l'intera bozza di un articolato prima di presentarlo ai sindacati, ma anche prima di discuterlo definitivamente con le Regioni”. E’ quanto dichiara Giacomo Milillo in una nota.

Se i contenuti della bozza dalla stampa diffusa corrispondessero ai desiderata della controparte, ci troveremmo di fronte a un complesso contrattuale che addirittura arretra rispetto alle timide aperture presenti nell'atto di indirizzo e nelle dichiarazioni della Conferenza delle Regioni di una rapida conclusione delle trattative – prosegue Milillo - Il metodo poi di diffondere un documento prima dell'apertura del tavolo con le parti rappresentative della categoria ci trova in assoluto disaccordo. Tutto questo ci porta a una presa di distanza netta e critica. Ci vediamo costretti a sottolineare il dubbio che quanto accaduto derivi dall’emergere di una frammentazione e di una litigiosità interna alla parte regionale, di cui dovremo valutare le conseguenze – sottolinea Milillo-. Temiamo che si cerchi di ricostruire quel muro di gomma che ha caratterizzato la Sisac negli ultimi anni e che recentemente sembrava evoluto in un atteggiamento di responsabilizzazione decisionista. I contenuti della bozza sono figli di questa situazione e riportano a un medico il cui paradigma professionale si declina nella subordinazione e non in una autonomia responsabile, riconosciuta e incentivata. Se queste sono le premesse, sembrano provocatorie le affermazioni di una rapida conclusione delle trattative. La firma del nuovo contratto si allontana di molto, evidentemente i miglioramenti assistenziali tanto attesi dai cittadini possono aspettare”.

Sono disponibili sul sito della Regione Toscana li avvisi sono relativi alla pubblicazione delle zone carenti per assistenza primaria, continuità assistenziale e assistenza pediatrica presso le Aziende Usl della Regione Toscana per il primo semestre 2016.

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