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Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo

L’Autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita, che spesso però viene diagnosticata con ritardo. A distanza di 76 anni dalla sua individuazione da parte di Leo Kanner (1943), persistono ancora notevoli incertezze in termini di eziologia, elementi caratterizzanti il quadro clinico, confini nosografici con sindromi simili, presa in carico, evoluzione a lungo termine.

Colpisce circa l’1% della popolazione con maggiore frequenza per gli uomini rispetto alle donne, circa 5 a 1. La percentuale epidemiologica è in crescita negli ultimi anni, questo probabilmente è dovuto a diversi fattori, tra cui anche migliori accertamenti ed una maggiore attenzione verso questa patologia. La diagnosi è dimensionale, in quanto clinicamente non si tratta solo di paziente sano o malato, ma di tutto un corteo di sintomi molto variabili, per questo si parla di “disturbo di spettro autistico”.
È stata ormai comprovata l’assenza di correlazione tra i disturbi di spettro autistico e la vaccinazione, sembrerebbe invece fattore di rischio l’età avanzata dei genitori, soprattutto quella della madre.
Clinicamente la patologia interessa prevalentemente l’interazione sociale reciproca, l’abilità di comunicare idee e sentimenti e la capacità di stabilire relazioni. Caratterizzata da interessi ripetitivi e ristretti e dall’impossibilità di riconoscere l’altro come una persona capace di avere sentimenti ed emozioni. Nella maggior parte dei casi si configura come una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.

La prognosi a qualunque età è fortemente condizionata dal grado di funzionamento cognitivo, che a tutt’oggi sembra rappresentare l’indicatore più forte rispetto allo sviluppo futuro. I bambini che acquisiscono il linguaggio entro i 5 anni sembrano avere prognosi migliore, ma occorre ricordare che il linguaggio, sia in comprensione che in produzione, appare anche esso fortemente condizionato dal livello di funzionamento cognitivo.

Oltre ai neuropsichiatri infantili, la presa in carico di questi pazienti è spesso delegata ai pediatri per l’età di esordio della malattia. Il Medico di Medicina Generale è la figura centrale per la continuazione della cura, rappresentando un porto sicuro nei momenti più difficili.

Oggi, in occasione della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, vogliamo mandare un messaggio di sostegno e supporto a tutte quelle famiglie costrette a lottare con questa patologia invalidante, che spesso ha ripercussioni non solo sulla vita di chi ne soffre, ma anche su quella di chi gli sta vicino.

Giuseppe Zagami Responsabile Comunicazione FIMMG CA

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